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Una testimonianza di emigrazione a Malaga

Una testimonianza di emigrazione a Malaga

Oggi vi raccontiamo una testimonianza di emigrazione a Malaga: una storia a lieto fine (ogni tanto ci vuole!) di una ragazza come noi, che un giorno decide di lasciare tutto per partire alla volta di Malaga, per trasferirsi e per trasferire lì tutta la sua vita. Intervistarla è stato di una piacevolezza unica, divertentissimo proprio per la sua ironia ed il suo senso dell’umorismo. Grazie Anna per averci aiutato e per aver reso pubblica la tua esperienza.

Anna aveva 26 anni quando ha avuto il coraggio di mollare tutto: un lavoro stabile, una famiglia che adorava, amici e parenti per inseguire l’amore della sua vita, che l’ha portata a Màlaga. Una terra che, con il suo calore, le ha permesso di realizzare tutto quello che desiderava e di migliorare enormemente la qualità della sua vita.

Ciao Anna! Di che città sei?
Sono nata e, tranne un breve parentesi di 10 mesi quando avevo 20 anni durante i quali ho vissuto a Valladolid per un progetto Erasmus, cresciuta a Roma.
La Spagna! A quanto pare ce l’avevi nel destino visto che anche in Erasmus hai scelto la Penisola Iberica.

A dire il vero non l’ho scelta Valladolid come destinazione (ride)! È curioso perchè il mio sogno è stato sempre andare a Londra, e come ogni poco più che adolescente, è li che volevo andare anche per l’Erasmus! Avevamo infatti due destinazioni: mondo latino (con varie citta della Spagna) e mondo anglosassone. Io feci una richiesta per Londra, e come alternativa Liverpool (la città dei Beatles!) e in terza posizione Nottingham..Ovviamente quando sono arrivata io non c’era più posto, e l’unica possibilità per me fu di scegliere una destinazione iberica: scelsi Valladolid non so nemmeno perchè, e non mi piacque assolutamente. Quindi tutto questo per rispondere alla tua affermazione: in realtà non so dire se fosse destino o no, o comunque in quel momento la vivì come un’esperienza assolutamente negativa, tanto che per i successivi 6 anni non misi più piede in terra Iberica!
E poi che successe?
E che è successo? L’irreparabile (ride)!! Era il 2008 ed all’epoca avevo 24 anni. Un giorno mi presentano un tizio che si trovava a Roma in Erasmus: ci piacciamo subito, passiamo praticamente tutti i giorni della sua permanenza a Roma (10 mesi anche lui) insieme, ci innamoriamo, ci fidanziamo e dopo il suo ritorno a Malaga decidiamo di continuare a vederci e di continuare una relazione a distanza..beh “‘sto tizio” era Malagueño…devo aggiungere altro o già si è capito quello che è successo e perchè sono venuta a Malaga a vivere?

Beh ci siamo fatti una mezza idea. Ma come è andata esattamente? Raccontaci gli step della tua storia

Abbiamo vissuto una relazione a distanza per 2 anni. Ci vedevamo più o meno ogni mese, che non è nemmeno poco per una storia a distanza, ma siamo arrivati ad un punto che non bastava più. Non ce la facevamo più: era Maggio 2010 quando presi la decisione di andare a vivere da lui, con lui e per lui (si emoziona e le vengono gli occhi rossi).
Quali sono state le reazioni dei tuoi familiari davanti a tale scelta?
Ovviamente, i miei genitori e il resto della famiglia non sono stati contenti all’inizio. Infatti, non ebbi neppure il coraggio di dirlo a parole. Il mio carattere introverso mi ha spinto a scrivere una lettera, per poi parlarne piú tranquillamente a fatti esposti. Noi siamo sempre stati molto uniti e sono consapevole che questa decisione ha fatto soffrire molte persone, anche se la loro reazione é sempre stata positiva e non hanno mai smesso di appoggiarmi, a prescindere dall’etá che avessi. La loro domanda ricorrente era “E se poi ti lasci che fai?”…però per fortuna non è ancora successo..ed abbiamo festeggiato il mese scorso i nostri primi 7 anni di vita insieme

 

 

 

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Hai trovato molte difficoltà ad adattarti al nuovo stile di vita?
Potrebbe essere difficile adattarsi al sole, a temperature miti tutto l’anno e a vivere praticamente sul mare? Quindi difficilissimo! A parte gli scherzi se lo stile di vita migliora, é sempre facile adattarsi. Non sto parlando di benessere economico, ma di uno stile di vita migliore. La gente qui ti fa sentire a casa, tutti sono gentili. La loro filosofia di vivere la vita al momento, godendosi i piccoli piaceri di ogni giorno, fa si che sia un po’ piú facile raggiungere un equilibrio esistenziale. Nessuno ti giudica per come vesti, parli o mangi, qui ci si sente un po’ piú liberi e non condizionati cosí tanto dal materialismo.Ovviamente non è stato tutto rose e fiori..

Che intendi? Hai trovato molte difficoltà ad apprendere la lingua o ad integrarti?
All’inizio mi sentivo sola e “diversa” in mezzo a un gruppo di gente. Sicuramente il fatto di vivere ed essere fidanzata con una persona del posto aiuta tantissimo per l’integrazione, ma allo stesso tempo capitava che tutti ridevano ed io lo facevo senza sapere il perché. È li che ti senti un’idiota vera!! Peró, poi, grazie ad un corso intensivo di lingua spagnola all’Universitá di Málaga, sono riuscita a superare i primi ostacoli, iniziando a parlare senza aver piú paura di sbagliare, migliorando nettamente giorno per giorno.
Per quale motivo hai deciso di lasciare l’Italia?
Senza aver conosciuto Pedro, non credo mi sarei mai mossa dalla mia cittá. Avevo tutto: una famiglia che mi adorava, un buon lavoro come assistente di volo, il tennis con le mie amiche e tutto… o almeno credevo di averlo. L’amore fa miracoli.
Che attività svolgete tu ed il tuo ragazzo? Hai trovato difficoltà a trovare lavoro?
Il mio ragazzo è architetto. Per quanto mi riguarda non direi che è stato difficile, piuttosto c’è voluto tempo per trovare un lavoro di “un certo tipo”. Disoccupata in realtà lo sono stata in totale forse per non più di due mesi: all’inizio grazie all’aiuto del mio ragazzo ho lavorato per 3 o 4 volte a settimana in un locale di un suo amico dove venivano organizzate feste private come compleanni, feste di laurea e battesimi. Era l’ideale perchè la maggior parte delle feste c’erano di notte, e quindi avevo tutto il tempo di studiare spagnolo il giorno e guadagnare qualcosa con il mio lavoro di notte, anche se detta così può sembrare strano (ride sonoramente) e non c’era molta necessità di parlare: io ero l’addetta al buffet, e non dovevo far altro che riempire i piatti e pulire la sala alla fine della festa. Poi dopo 1 anno, quando ormai il mio livello di spagnolo era piuttosto alto, iniziai a lavorare nell’amministrazione di un Hotel: mi occupavo delle prenotazioni e dei clienti. Fino a che, ho avuto la possibilità di tornare nel mio ambito, le compagnie aeree! Adesso lavoro da 4 anni nella amministrazione dell’ Iberia Airlines. E sono felice con il mio lavoro.

E ti piaceva il lavoro che svolgevi in Italia?
Mi piaceva il 27 del mese..però girare tutto il mondo come assistente di volo, ogni giorno più o meno, non `piacevole. Devi esserci portata, ed io evidentemente non lo ero.

Quali erano le tue aspirazioni e i tuoi progetti al momento del trasferimento?
In realtá l’unico progetto che avevo in mente, era il motivo per il quale stavo mollando tutto, cioè poter stare con il mio ragazzo, cercando di raggiungere la felicitá e una vita stabile. Non é facile avere le idee chiare in un momento cosí triste come quello in cui si abbandonano tutto e tutti, ma il desiderio di iniziare una nuova vita con la persona che amavo, mi ha dato coraggio.
Sei riuscita a realizzare ciò che desideravi?
Oggi potrei affermare con piena certezza di si, ed addirittura credo di poter dire che la realtà ha superato le aspettative. Ho un buon lavoro, la casa che ho sempre desiderato con vista mare, un cane, e l’anno prossimo mi sposo. Sono felice, anche se continuo a sentire tantissimo la mancanza della mia famiglia. Grazie al cielo, con le nuove tecnologie come internet, riesco a rimanere in contatto con loro giornalmente e ad alleviare un po’ quel vuoto che sempre rimarrá.

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Ti senti ancora un po’ italiana?
Mi sento completamente italiana e orgogliosa di esserlo. Saró italiana per sempre.
Qualche volta desideri tornare in Italia?
Certo. Torno a Roma 3 o 4 volte l’anno. Ed un paio di volte l’anno i miei vengono a visitarmi e si fermano per qualche settimana. Con le compagnie lowcost, é un piacere viaggiare spesso e poter abbracciare le persone care che distano 2.100 Km.
Ti senti più spagnola o più italiana?
Mi sento italiana, anche se il mio carattere, da quando sono qui, si é un po’ plasmato alla filosofia di vita spagnola. Comunque in gruppo di spagnoli, io sono “la italiana” o come dicono loro qua “la spaghetti”, e questo mi piace. Anche se c’ho messo tempo a metabolizzare il fatto che qui credono che in Italia mangiamo pasta anche a colazione
Cosa ti manca dell’Italia?
Della mia Italia, mi manca tutto: il mio quartiere, gli amici, la famiglia, la mia casa, il Grana Padano, la pizza fine e gli agnolotti (quelli veri). Meno male che mamma e papá mi riempono la valigia ogni volta che torno.
Rifaresti le stesse scelte?
Si rifarei le stesse scelte, soprattutto sapendo dove sono arrivata e dove potrei arrivare.
Quali sono gli aspetti di Malaga che cambieresti?
Malaga é una spendida cittá di mare, il clima é stupendo e la vita non é carissima. Gli orari sono totalmente diversi dai nostri, ma ci si abitua. Non cambierei molte cose, anche se credo che il traffico e la difficoltá di parcheggio siano i maggiori problemi che la caratterizzano, insieme a quelli della sanitá, educazione ed uffici pubblici (questi ultimi legati alla crisi e ai pochi fondi che non possono garantire un buon servizio), sebbene credo che la situazione negli ultimi anni sia in netto miglioramento.
Ci vuole molto coraggio a lasciarsi tutto alle spalle e a ricominciare una nuova vita in una realtà diversa. Hai avuto paura?
Si ho avuto paura, ma il mio motto é sempre stato: “Meglio avere rimorsi che rimpianti. A dire “no” c’é sempre tempo!” e cosí mi sono lanciata verso questa grande avventura.
Come è cambiata la tua vita dopo il trasferimento?
La mia vita é cambiata completamente. Sono passata dalla vita in casa con i miei, alla convivenza e ho dovuto lottare in gran parte da sola per raggiungere i miei obiettivi. Adesso mi sento una persona migliore. Riesco a vedere cose a cui prima non facevo caso e apprezzo molto di piú i gesti e le piccole cose.
Ti interessi ancora delle vicende italiane?
Abbastanza ma non troppo: leggo qualche articolo e qualche giornale on line di tanto in tanto.

In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti ai giovani italiani disoccupati?
Di andare via da lì..

Così drastica?
C’è ancora un futuro in Italia?
A Malaga arrivano molti italiani?
Si, tantissimi, sia turisti, sia persone che decidono di vivere qui. Nei ristoranti italiani, lavorano moltissimi compaesani ed é un piacere scambiare due chiacchiere. Esistono anche associazioni che organizzano incontri tra italiani, per stare un po’ in compagnia.
Ci sono possibilità di lavoro?
Forse da Aprile a Settembre é piú facile trovare un impiego a tempo determinato nel settore della ristorazione. Però se conosci 2 o 3 lingue oltre l’italiano non lo è..in Spagna si parla spagnolo e poco e male inglese. Il resto viene da se.

Quali sono le maggiori differenze tra la tua città natale e Malaga?
La città qui è a misura d’uomo, non serve la macchina e non c’è il traffico di Roma. Gli stipendi sono più o meno gli stessi ma la vita costa almeno il 30% in meno.
Se potessi creare una realtà perfetta, quali aspetti prenderesti di Malaga e quali della tua città?

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Parlami un po’ delle bellezze di Málaga, di quello che c’é da vedere e di quello che puó offrire a chi ci vive.
Málaga é una cittá che puó offrire cose interessanti in qualsiasi campo. In ambito culturale, non sono da perdere i monumenti storici come la Fortezza dell’Alcazaba, il Mercato Atarazana, il teatro Romano, la Plaza de Toros, il Museo Picasso e l’appena aperto Museo Thiessen. La cosa strabiliante é che tutti questi monumenti si trovano in pieno centro e sono facili da raggiungere. Spostandosi un po’ c’è il Castello di Gibralfaro e il Giardino Botanico de la Concepción.
In ambito folkloristico, si rispettano abbastanza le tradizioni, soprattutto nel periodo della Feria (festa della Cittá, che si svolge ad agosto). Le vie si riempiono di gente che indossa gli abiti tradizionali e che intona canti tipici. Si possono vedere, in alcuni locali, esibizioni di flamenco. Altra tradizione si svolge nella settimana di Pasqua, chiamata “Settimana Santa”. Le confraternite della Chiesa Cattolica espongono su grandi piattaforme di legno chiamate “troni” (che pesano piú di 500 kili) le loro sculture religiose e le trasportano a spalla per tutta la cittá, sopportandone il peso, in segno di sacrificio. Alcuni percorsi durano anche piú di 6 ore.
La Gastronomia offre un’ampia gamma di ristoranti, “bar de tapas” (porzioni di piatti tipici) e “chiringutos”, che sono locali normalmente di legno costruiti sulla spiaggia, che offrono piatti tipici da non perdere, come il pesce fritto o gli spiedini di sardine. Da bere, il tinto de verano é il miglior accompagnamento.
Il turismo costituisce le basi fondamentali dell’economia malagueña. Le spiagge di Torremolinos, Benalmadena, Marbella sono quelle piú amate dai turisti, ma se si vuol vivere la vera vita da spiaggia, é consigliabile visitare anche la costa est. In alcune spiagge si può ancora vedere passeggiare un uomo anziano con il suo asinello, che vende il vino moscatel (tipico) e l’olio (prodotto nazionale).
A noi che viviamo qui, Málaga offre tutto quello che puó offrire una grande cittá costiera di piú di 1 milione di abitanti, ma soprattutto la grande opportunitá di godersi tutto l’anno quella che per la maggior parte delle persone è solo una meta turistica.